10/02/2009

Laboratorio e presentazione del video “dalla periferia al centro" con oscar degli Odk

Sabato 14 h 18 00 Nomama Fuoridicasa

 A colpi di Hip Hop, nella città, per riprendere parola e spazi,con Oscar White degli Odk,che a partire dalle case d'amianto di Rogoredo, dell'hip hop ne fa mezzo di denuncia, facendosi spazio fra disinvestimenti nell''edilizia popolare e abbandono delle periferie.
In una citta in cui abitare non è più un diritto ma un bussiness, da anni si vende il patrimonio pubblico al privato, si alzano gli affitti, si costruiscono quartieri inacessibili, si lasciano aree dismesse mentre si combatte la lotta agli abusivi.
Da Rogoredo a San siro, comune e palazzinari stanno distruggendo ogni luogo di socialità e possibilità di abitare, a colpi di free style per denunciare la precarietà, con le jam nelle strade per ribellarsi alle politiche securitarie, qui ora subito al centro per riprendersi diritti.

 

Liberiamo spazi, casa, redditto

Vediamo il disegnarsi di una metropoli sempre meno accessibile, i nostri territori vengono costruiti in base ai flussi finanziari, alle lobby di potere e di spartizione di privilegi, l'imperativo della città vetrina è apparire non essere vivibile, campagna su campagna si tenta di cancellare ogni anomalia,dalla tolleranza zero contro i rom e gli homeless, alla criminalizzazione dei writers, agli sgomberi dei centri sociali, alla lotta a chi occupa casa.Milano è un cantiere a cielo aperto, di progetti realizzati su terreni con oneri di urbanizzazione folli e indici di edificabilità innalzati per la felicità di amministrazione e noti immobiliaristi.
Dalla zona Garibaldi-Repubblica a Porta Nuova a City Life, a Rogoredo-Santa Giulia a Porta Romana a Bicocca alla Bovisa,la rendita dei terreni negli ultimi anni e` cresciuta vertiginosamente.
Progetti di ristrutturazione che danno luogo a dinamiche di gentrification, costruendo quartieri enclave per l`elite e per le popolazioni che attraversano la città, i luoghi pubblici sono gli spazi del consumo.Gli spazi per i giovani si restringono sempre più in una città che li espelle verso l'hinterland per il costo delle abitazioni e offre un numero assolutamente insufficiente di studentati

Una corsa sfrenata al consumo del territorio a discapito dell' accessibilità alla casa, dei luoghi sociali e pubblici, una città che si disegna in base ai flussi di capitale e popolazioni che la attraversano e non in base ai bisogni di chi vive nei territori.
E cosi si smantella l`edilizia popolare, si sgomberano i centri sociali, si mettono sotto sfratto le associazioni, si combatte la battaglia contro le occupazioni a scopo abitativo mentre si lasciano sfitte case e palazzi.
Moratti/Decorato e governo proseguono il percorso per diventare città vetrina dell'Expo 2015, che sarà un' acceleratore delle politiche che vediamo in atto da tempo sul nostro territorio. Viene costruito l' immaginario dell' esposizione universale come grande opportunità per tutti, noi delle dinamiche di riqualificazione e costruzione di Milano viviamo solo la creazione di nuovi confini, nel mentre, comune, lobby e imprenditori si spartiscono interessi a discapito dei diritti e dei territori. E intanto l'amministrazione continua con gli sfratti e gli sgomberi in nome della rendita del terreno,del controllo sociale,della costruzione di "nemici comuni", costruendo campagne mediatiche ad hoc nel tentativo di creare paura e consenso alle politiche liberticide.

02/02/2009

Penati: per i fondi Expo basta giochini

Il rischio del commissariamento. «Di fronte alle difficoltà del Paese, si possono rivedere i tempi dei finanziamenti»

MILANO - «Non c'è solo l'Expo, c'è anche la crisi, che non arriverà nel 2015 ma che è già sotto gli occhi di tutti». E allora, dice il presidente della Provincia Filippo Penati, «basta col balletto di responsabilità e col gioco quotidiano dello scaricabarile». L'ultimo esempio? «Proprio oggi il sottosegretario Castelli assicura che i soldi per l'Expo ci sono tutti e che bisogna solo avviare la società. Nello stesso momento si scopre invece che a rischio ci sarebbero i finanziamenti promessi dal governo per le opere essenziali. Basta con questi giochini. È venuta l'ora di assumersi le responsabilità e di essere realisti». La crisi, sempre lì si va parare. «Sì, perché non si può dare l'impressione che a Milano si facciano i capricci, si puntino i piedi, come se le difficoltà non esistessero. La crisi c'è e c'è per tutti, e ci chiama a essere realisti».

Rivedere il piano di finanziamenti che da Roma dovrebbero arrivare alla capitale del nord? Penati non lo dice apertamente, ma lascia intendere: «Di fonte a delle serie difficoltà economiche del Paese, si potrebbe prendere in considerazione l'ipotesi di rivedere i tempi dei finanziamenti promessi. L'importante è smetterla col balletto, per cui si finge che i soldi ci siano per dare un contentino al sindaco e poi si scopre che invece gli stanziamenti sono solo sulla carta». Il rischio è proprio dietro l'angolo: «Andando avanti così si arriverà veramente alla gestione commissariale. E a occuparsi dell'Expo, in quel caso, sarà la Protezione Civile».

 fonte: corriere